Questo autentico capolavoro dell’arte senese è stato al centro di studi e dibattiti recenti, ed è attribuito al Maestro dell’Osservanza, al servizio presso la bottega di Sano di Pietro o, secondo alcuni, suo alter ego. Così è stato infatti interpretato un documento, datato 1439, in cui si sollecita il pagamento a Sano di Pietro per tale opera, collocata un tempo nell’altare della Basilica di Sant’Agata. La tavola ci regala, con la sua scena dettagliata dell’interno della casa di Maria, un preziosissimo spaccato della vita quotidiana del Quattrocento. Possiamo apprezzare, con tutti i suoi particolari, il ricco arredo, costituito da mobili decorati a intarsio, come il letto, circondato da cassoni per riporre gli abiti, e la tipica decorazione geometrica delle mattonelle o della finestra, costituita da dischi di vetro colorato. Minuziosi sono anche i dettagli delle stoffe pregiate dei canovacci o degli abiti dei personaggi, che si muovono in questi ambienti, coronati da volte a crociera finemente dipinte. Lo spazio si amplia, facendoci intravedere il tipico cortile interno, detto hortus inclusus, con il pozzo. Grande attenzione viene data anche agli oggetti, come il grande recipiente portatile su cui Sant’Anna si rinfresca, mentre una serva le versa dell’acqua da una brocca, oppure le due ciotole, portate fieramente dalla giovane fanciulla sullo sfondo, contenenti pollo e brodo di pollo. Questi due alimenti, preparati per la partoriente per rimetterla in forze e assicurarle il latte durante l’allattamento, sono rimasti nella tradizione fino ai giorni nostri. Maria, in primo piano, è stata appena lavata nel grande contenitore adagiato a destra, e tra poco verrà fasciata con le bende di stoffa candida, arrotolate e appoggiate accanto al fuoco. La fasciatura degli infanti, in uso fino a qualche decennio fa, era raccomandata perché si credeva che agevolasse una corretta crescita degli arti e della colonna vertebrale.

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