Il portale d’ingresso al salone è identico a quello del primo piano. Sulla parete destra campeggia il camino monumentale in stucco. In una decorazione sempre a stucco nei quattro pennacchi ci sono Storie di Scipione l’Africano. Nella volta Storie di Furio Camillo, il vincitore dei Galli, secondo una tradizione iconografica molto consolidata. Le sette tele alle pareti raffiguranti episodi di Scipione l’Africano attribuite al pittore Dirck de Quade van Ravesteyn, successive rispetto agli affreschi, sono ricordate nell’atto di alienazione del Palazzo venduto il 26 aprile 1784 da Camillo di Francesco Chigi ad Antonio Paolo Piccolomini. Queste storie costituiscono esempi rappresentativi del modulo della “biografia dipinta”. I nomi di Camillo e Scipione inoltre sono ripresi da alcuni esponenti della famiglia Chigi secondo una tendenza consolidata. La complessa cultura figurativa che si riflette nell’impresa implica la conoscenza diretta delle Stanze e Logge Vaticane e il frequente inserimento di edifici classici e di obelischi costituisce implicita allusione a Roma. Evidenti sono inoltre richiami all’ambiente manieristico tosco-romano, dal Salviati agli Zuccari. L’insieme della decorazione del Rantwijck ha inoltre il riferimento più immediato nella decorazione vasariana di Palazzo Vecchio.

Luogo

Percorsi Tematici